Skip to main content

Traduttori ed emozioni - Letras Nómadas


Di MATI ORTIZ

 

Là dove gli altri vedono solo traduttori, io vedo persone. Persone con paure, allegria, rabbia e sorprese: essere umani con emozioni. 

Persone coraggiose, responsabili, professionali, che si dedicano al loro lavoro con impegno e passione.  Ma che si divertono anche, si sorprendono, soffrono, si preoccupano e si scoraggiano. Tutto questo è incluso nel mix esplosivo di un giorno di traduzione.

 

Parliamo sempre di come venderci, come ottenere clienti, come prenderci cura della nostra salute, di produttività e strumenti online...ma poche volte parliamo di conoscerci e ascoltarci. 

 

E proprio di questo tratta l’articolo: analizzare le emozioni che vivono in te per trovare in loro segnali che indicano il cammino quando ti perdi, ti senti angosciato o frustrato.

 

Di identificare la voce della propria saggezza, che molte volte viene zittita dal rumore della vita quotidiana.  

D’essere (ogni giorno) un po’ più cosciente nel prendere migliori decisioni non solo dettate dalla ragione, ma anche dal tuo cuore. 

Perché è necessario parlare di emozioni nella traduzione?

Perché è ciò che alimenta i nostri giorni.  Ogni mattina ci svegliamo e ci consegnamo ad una giornata lavorativa piena di varie situazioni, che ci fanno passare dall’entusiasmo all’ansia.  

Basta imbattersi in un termine strano perché inizino le danze. 

Ogni parola, ogni mail ricevuta, ogni cliente che si avvicina o allontana, tutto è un’avventura che risveglia diverse reazioni. 

Queste reazioni si chiamano emozioni.  

 

Le emozioni sono risposte repentine e involontarie di fronte a determinati stimoli ricevuti durante la giornata.  Stimoli che possono essere esterni, come il termine citato in precedenza, o interni, come un ricordo. 

Non ci hanno insegnato a valutare le emozioni, ma se ti osservi con attenzione, vedrai che di fronte ad ogni stimolo esiste un’emozione. 

È il tuo sistema nervoso che offre la sua opinione su quanto sta accadendo. 

Perché è utile identificare le tue emozioni? 

Perché sono segnali molto sottili di ciò che avviene dentro di te, attraverso il tuo subconscio,  di ciò che la tua mente considera possa esserti utile o no. 

Mi piace pensare che le emozioni funzionino come un semaforo che “consiglia” se si deve avanzare o no verso un determinata direzione.  

Se di fronte un certo stimolo reagisci sempre allo stesso modo, è dunque necessario fermarsi e pensare al perché hai quella sensazione, cosa significa e come dovresti proseguire... 

Anche le emozioni fanno delle scelte. E forse non te ne stai rendendo conto.  

Continua a leggere.

Come identificare le tue emozioni come traduttore/traduttrice? 

Attraverso l’osservazione cosciente.  

Fai attenzione a come reagisci di fronte a certi stimoli.  

Facciamo un esercizio:

Ricorda l’ultima volta che hai ricevuto un'email da un cliente che richiedeva delle correzioni: 

 

Cos’hai sentito?

Ti succede solo con quel cliente?

O succede ogni volta che ricevi lo stesso tipo di email, di qualsiasi cliente?  

Immagina che la tua risposta sia:

“Ansia, mi succede ogni volta che ricevo un’email da quel cliente. Non provo lo stesso con gli altri clienti”.

Questa risposta è chiara. 

Significa che l’emozione non è associata al ricevere correzioni, ma alla persona che ti ha inviato l’email. 

Cos’ha questo cliente che ti dà così tanta ansia, che gli altri non hanno? 

Magari con questa unica risposta potrai valutare con che tipo di clienti vuoi lavorare, che atteggiamento vuoi che abbiano nei tuoi confronti, ecc... 

Questa emozione ti sta dando informazione inconscia su come vedi il mondo che ti circonda, che ti servirà per prendere decisioni che ti rappresentino e che ti facciano sentire bene. 

Le emozioni, quando le rendiamo coscienti e le sappiamo ascoltare, ci spingono all’azione. 

Quali sono le emozioni che ci condizionano di più nella traduzione? 

In tutti questi anni in cui ho lavorato sulla mentalità dei miei colleghi traduttori ho scoperto che ci sono alcune emozioni che si ripetono... 

Ma che innanzitutto, ho provato anch’io.  

 

Il dubbio, l’incertezza, l’ansia, quando…

  • È difficile trovare la giusta direzione, tanta informazione ti paralizza e senti che non stai avanzando, mentre gli altri fanno mille cose.

  • Non sai se il prossimo mese avrai del lavoro e potrai vivere della traduzione.  

  • Pensa alle tue tariffe: “se chiedo troppo, posso perdere il lavoro, se chiedo poco, non valorizzo il mio lavoro né quello dei miei colleghi”.

Nel dubbio, incertezza e sfiducia si possono affrontare con FIDUCIA e AZIONE. 

E se ti sbagli...Pazienza! 

Fai sempre del tuo meglio, pensa alle tue azioni e usa tutto ciò che hai a disposizione. 

Se ti sbagli, potrai rimediare. Non esistono errori così gravi. 

Come dice il poeta Almafuerte: “Le tue cadute non devono essere violente, tanto meno, per legge, devono essere tante”.

La paura e il timore di…

  • Contattare un cliente concui ti piacerebbe lavorare.

  • Candidarsi ad un’offerta di lavoro. 

  • Non avere sufficiente esperienza o sentire di non essere all’altezza.  

  • Sbagliare una traduzione e perdere un’opportunità. 

  • Dire “sì” e avventurarti in un progetto che non conosci. 

  • Dire “no” e perdere un cliente.

  • Scrivere o mostrarti sui social media.

  • Guadagnare visibilità.

  • Promuovere i tuoi servizi.

  • Cosa diranno gli altri se usi una virgola di troppo. 

 

Paura… Un’emozione che sarà sempre presente e dietro cui puoi nasconderti.  

Pero puoi anche considerarla come un semaforo verde, il segnale che indica il cammino da intraprendere per poter crescere ed evolvere (come persona e professionista).  

La paura si affronta con il CORAGGIO.

C’è una frase che ripeto sempre, tratta da «Luis Miguel, la serie» (sulla vita del famoso cantante messicano) ed è “Nessuno si è mai pentito di aver coraggio”.

Frustrazione, stanchezza, demotivazione quando…

  • Fai mille prove di traduzione che nessuno ti paga e che non portano a nulla.

  • I clienti sono esigenti, ti stressano, ti correggono, senza mai ringraziarti. 

  • Senti di essere in un corso di studi infinito.  

  • Senti che tutti i giorni sono uguali.

  • Stai lavorando mentre gli altri riposano o sono in vacanza. 

 

La frustrazione, la voglia di gettare la spugna e dedicarti ad altro si vince con la PERSEVERANZA.  

Quando senti di non farcela più, quando le forze ti abbandonano, quando la ricompensa non arriva, quando hai gli occhi dopo tante ore di fronte allo schermo, riposati….ma non arrenderti!  

La calma, la serenità quando…

  • Scegli una specializzazione che ti appassiona e inizi ad avere contatti con i tuoi primi potenziali clienti.  

  • Sai di essere circondato da un team di persone che ti capisce e ti valorizza.  

  • Stai migliorando e ti rendi conto che le persone che ammiri hanno avuto il tuo stesso percorso.  

La calma e la serenità sono emozioni che il tuo corpo emana per dirti: continua su questa strada, ti trovi in un luogo sicuro, queste sono le persone giuste, qui è dove vuoi e devi stare.  “Il successo è ciò che si trova dopo i pugni in faccia”, disse il cantante argentino, Charly García.

L’allegria, l’energia, l’adrenalina quando…

  • Ti rispondono con un “Grazie, ottimo lavoro”.

  • Quel primo cliente (e il secondo e il terzo…) ti risponde: “Sì, voglio che tu sia il mio traduttore”.

  • Ti lanci su un nuovo progetto con la possibilità di investigare, imparare, crescere e continuare a specializzarti.

 

Questi picchi di energia sono come uno shot di vitamine, quando ti senti con dei veri e propri super poteri e capace di qualsiasi cosa. 

Le emozioni dei traduttori

Oggi non volevo parlare di marketing, imprenditoria o strumenti CAT.  Di nulla di strettamente professionale.

Oggi volevo parlarti di un tema che raramente affrontiamo in quanto traduttori: di cosa succede nel nostro cuore.  

Perché da lui dipende tutto il resto. Anche fare bene il nostro lavoro.  

Spero davvero che questo post ti abbia ispirato e sia servito per conoscerti e capirti un po’ di più, e cambiare ciò che serve.  



 

 Testo tradotto e pubblicato sotto licenza di Letras Nómadas (@letras.nomadas). Tutti i diritti sono riservati. 



Comments

Popular posts from this blog

Incontri - Elisabeth Lopes

Nuovo anno, nuovi incontri. Questo mese abbiamo il piacere di conoscere Elisabeth Lopes, traduttrice e Localization Manager ad ABA English. Una scuola di inglese 100% online, che ha già raggiunto oltre 30.000 studenti in tutto il mondo. Elisabeth potresti raccontarci un po’ della tua infanzia, che trovo molto peculiare?   Quali sono le tue origini? I miei genitori sono nati a Capo Verde, una vecchia colonia portoghese, e si sono trasferiti in Spagna alla fine degli anni Settanta. Sono cresciuta parlando spagnolo (la mia lingua materna), creolo capoverdiano, portoghese e gallego, poiché vivevamo nel nord, in una zona molto vicina alla Galizia. Nel villaggio i miei amici d’infanzia erano tutti figli di immigrati capoverdiani o portoghesi, e a scuola avevamo anche lezioni di portoghese. In questo contesto, ho sempre sentito di far parte di due culture, aspetto comune dei figli di immigrati.    In tutto questo so che hai anche una particolare passione per la lingua italiana, è corretto?  

Incontri - Alan Zeni

  Sono felice di poter aprire questo ciclo di incontri mensili con Alan Zeni, scrittore (e molto altro) originario di Lodi, autore della serie I baci di Za . Una piacevolissima scoperta , una ricca esperienza poetica e visiva, arricchita da una traduzione in inglese.   Alan ci racconti un po' come inizia il tuo percorso? Il contesto  in cui sei cresciuto ha contribuito al tuo avvicinamento al mondo dell'arte? Inizia dentro di me e lì ci resta per tanto, troppo tempo. Che volessi esprimermi, sperimentare, creare qualcosa, mi era chiaro fin dall’infanzia. Da lì a trovare il coraggio e la motivazione per farlo...ci sono voluti 26 anni. Sono cresciuto a pochi chilometri da Milano, in una città architettonicamente bellissima, con una storia interessante, insomma con qualcosa di concreto legato alla bellezza e all’arte. Però una città che non sa trarre né piacere né profitto da tutta questa ricchezza. È una città quella di Lodi che ha sempre guardato alla fame della panza più che all

Come superare la paura a vendersi come traduttori - Letras Nómadas

  Di MATI ORTIZ Come traduttore, provavo terrore all’idea di vendere i miei servizi.  Sì, la parola è proprio questa, terrore. E perché negarlo, odiavo con tutto me stesso doverlo fare.  Pensavo fosse sbagliato, che fosse sinonimo di pratiche scorrette, fraudolente, ero persino arrivato a pensare che vendersi significasse essere poco sincero e poco trasparente.  Il cammino imprenditoriale mi è servito per cambiare questo concetto.   E nonostante all’inizio sia stata dura, sono poi riuscito a far pace con la vendita. Oggi non mi fa più paura espormi e raccontare al mondo cosa faccio e con chi lo faccio. Ho fiducia nella qualità dei miei servizi di traduzione e copywriting, e nelle mie tariffe.  Ma so che lì fuori ci sono ancora molti traduttori che hanno paura nel promuoversi, mostrarsi, e vendersi, ed è del tutto normale , poiché nessuno ci ha mai insegnato a farlo.   Ogni volta in cui menziono ai traduttori il “vendere i nostri servizi”, noto le stesse espressioni di paura, spavento