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Incontri - Elisabeth Lopes



Nuovo anno, nuovi incontri. Questo mese abbiamo il piacere di conoscere Elisabeth Lopes, traduttrice e Localization Manager ad ABA English. Una scuola di inglese 100% online, che ha già raggiunto oltre 30.000 studenti in tutto il mondo.


Elisabeth potresti raccontarci un po’ della tua infanzia, che trovo molto peculiare? Quali sono le tue origini?


I miei genitori sono nati a Capo Verde, una vecchia colonia portoghese, e si sono trasferiti in Spagna alla fine degli anni Settanta. Sono cresciuta parlando spagnolo (la mia lingua materna), creolo capoverdiano, portoghese e gallego, poiché vivevamo nel nord, in una zona molto vicina alla Galizia. Nel villaggio i miei amici d’infanzia erano tutti figli di immigrati capoverdiani o portoghesi, e a scuola avevamo anche lezioni di portoghese. In questo contesto, ho sempre sentito di far parte di due culture, aspetto comune dei figli di immigrati. 

 

In tutto questo so che hai anche una particolare passione per la lingua italiana, è corretto?

 

Sì, ho imparato l'italiano all’università. Sono dispiaciuta di non averlo approfondito, ma i miei professori non hanno facilitato le cose, in quanto scoraggiavano molto gli alunni, me inclusa. Sono arrivata a perdere tutta la mia motivazione, e abbandonare definitivamente.

 

Crescere con più lingue ha influenzato la tua visione del mondo? Pensi che questo aspetto abbia forgiato il tuo modo di pensare e di relazionarti con gli altri? 


Sono assolutamente convinta che l’elevata esposizione al plurilinguismo fin da bambina, abbia plasmato parecchio la mia personalità, i miei interessi, il mio modo di vedere il mondo...trasformandomi nella persona che sono oggi. Ad esempio, non mi considero una persona “patriota” nel senso stretto del termine, credo di rappresentare un pezzetto di ogni luogo, e questo mi rende più tollerante e aperta a visioni e pensieri differenti.  Sono orgogliosa di tutte le culture che fanno parte di me, e non ne considero nessuna superiore a un’altra. 

 

Trovo tutto questo molto affascinante. Sono convinta che incentivare i bambini ad imparare le lingue già nei loro primi anni di vita, non possa che avere effetti positivi per loro e per la società. Pensi che aver intrapreso una carriera nella traduzione e localizzazione sia stato qualcosa di naturale, derivante dal tuo background? 

 

L’essere esposta a tante lingue già nell'infanzia, ognuna di loro con fonologie diverse, mi ha dotato di una grande facilità nell’impararne di nuove (non a caso sono sempre state le mie materie preferite). Mi è sempre piaciuta l’idea di poter comunicare con persone di altri luoghi e culture, per questo a soli 10 anni ero già consapevole di voler diventare traduttrice. Mi considero molto fortunata per essere riuscita a realizzare il mio sogno!  

 

E noi siamo molto felici per te, perché sappiamo quanto sia difficile farsi strada in questo mondo. Qual è l’aspetto del settore che trovi più interessante?


Adoro il lato tecnologico della traduzione, nonostante sia considerata una disciplina linguistica. Il traduttore non è più la persona che utilizzava la macchina da scrivere con il dizionario Larousse al lato. Il traduttore del XXI secolo è una persona con una grande conoscenza di molte piattaforme tecnologiche, che supportano e facilitano il suo lavoro. La traduzione attuale non potrebbe esistere senza la tecnologia, e la tecnologia attuale non può esistere senza la traduzione. Considero tutto questo un’unione perfetta tra lettere e scienza.



È verissimo, la tecnologia ha sicuramente avuto un enorme impatto sul lavoro del traduttore. Utilizzo il citato Larousse per parlare della tua esperienza in Francia. Ci racconti com’è andata?

 

Ho abitato in Francia in due momenti diversi. La prima volta grazie al programma Erasmus nella città di Montpellier, al terzo anno di facoltà. Ho adorato l’esperienza ed ero molto triste al mio ritorno in Spagna! In seguito, ho trascorso otto mesi a Parigi come assistente di lingua spagnola in due scuole distinte. Quell’esperienza mi è servita moltissimo, e sono cresciuta molto, ma il programma era terminato e in quell’occasione ho avuto molta più nostalgia di casa. Parigi è una delle città più belle del mondo, ma può anche rivelarsi un luogo molto difficile e solitario.

 

Ti capisco, vivere all’estero è un momento di assoluto arricchimento, ma non sempre facile. Tornando alla traduzione, hai un esempio da condividere in cui il traduttore ha fallito in pieno? Io ricordo di un bar in cui “vodka alla pesca” è diventato “fishing vodka” in inglese... 

 

Abito in una zona molto turistica, e ogni giorni vedo qualche orrore! Recentemente ho comprato del cioccolato alla cannella e la traduzione dell’imballaggio era vergognosa in praticamente tutte le lingue utilizzate. In francese citava “chocolat avec canèle” al posto di “chocolat à la cannelle”. Il peggio in questo caso è aver totalmente inventato la parola “canèle” che in francese non esiste! Neanche Google Translate avrebbero potuto suggerire un’assurdità del genere.

Ho anche la mania di cercare gli errori  di traduzione nei dialoghi dei flim e nelle serie, il mio compagno non ne può più perché interrompo costantemente la visione:-) 

 

Anch’io non posso farne a meno, spesso gli errori più gravi si trovano proprio nei sottotitoli! Quale pensi sia la sfida più grande nel trovare un buon traduttore al giorno d’oggi? 


Secondo me, il problema più grande è trovare traduttori di lingue in minoranza, dove esistono pochi professionisti. Alcuni di loro hanno già così tanto lavoro che molte volte sono costretti a rifiutare nuove offerte. Nelle lingue più diffuse come l’inglese, spagnolo o francese, la ricerca è molto più semplice. In più nel mio caso, si tratta di tre lingue che conosco bene e dunque è ancora più facile verificare la qualità delle traduzioni. 

Mi piace utilizzare LinkedIn per trovare traduttori, in quanto è possibile accedere direttamente alla loro esperienza e ricevere l’informazione necessaria: dove ha studiato, quali specializzazioni ha ottenuto, dove ha lavorato e per quanti anni, ecc...

 

Con la tua esperienza immagino che tu riesca facilmente a riconoscere un traduttore reale. C’è in tutti i casi qualcosa che cambieresti nel mondo della traduzione e localizzazione attuale? 

 

Sarebbe fantastico se la figura dei traduttori e interpreti fosse più riconosciuta e rispettata, siamo i grandi ignorati nel processo di creazione di un’infinità di prodotti. Le imprese investono molto nelle diverse fasi dei progetti ma la localizzazione rimane sempre all’ultimo posto. O peggio ancora, a volte non si contempla proprio, pretendendo che il lavoro venga svolto gratuitamente da parte dei propri clienti (come spesso accade in alcuni siti internet e social media). Rimango sempre molto indignata da questo aspetto. Il pensiero comune è che qualsiasi persona che conosca una lingua abbia anche la capacità di tradurre, e non solo, che possa farlo con qualsiasi contenuto. Questo è il motivo per cui questo lavoro non viene mai valorizzato. Mentre se non fosse per i traduttori, nessuno potrebbe conoscere le grandi opere di autori stranieri, guardare film in altre lingue, o anche solo capire le istruzioni della nuova lavatrice. 

 

Niente di più vero, la professione del traduttore rimane tra le più sottovalutate al mondo, e spero vivamente che un giorno abbia il riconoscimento che merita. Molti traduttori hanno inevitabilmente anche la passione della scrittura, e so che in passato avevi pensato a far crescere il tuo proprio blog. Stai pensando di riprendere a lavorarci, o hai altri progetti simili? 


Ammetto che al momento la mia motivazione in questo senso non è al massimo. Lavoro da casa da anni, ancora prima della situazione attuale, e una volta terminate le mie ore il mio unico desiderio è di allontanarmi dal PC. In questo momento sono più indirizzata verso lo studio di nuove abilità, come il web design. Ho comprato un corso mesi fa e quest’anno lo voglio portare a termine. 


Il mestiere può essere duro a volte, per cui svagarsi con altre abilità può essere un’ottima idea per non perdere la motivazione. Cosa ti sentiresti di consigliare a tutti i professionisti del settore, per poter migliorare il proprio lavoro?

 

Credo sia molto importante continuare la loro formazione, non smettere mai di imparare cose nuove. Questo mondo cambia velocemente, per cui è importantissimo stare al passo delle nuove tecnologie, tendenze, espressioni….Ora abbiamo la grande fortuna di poter accedere a una fonte immensa di informazione grazie ad Internet, e dobbiamo approfittarne. È vitale essere professionisti onesti ed essere certi di offrire un servizio di qualità. Solo in questo modo i clienti torneranno a contattarci, o ci raccomandano ad altre persone. Credo sia molto importante anche formarci sul modo migliore di promuoverci, imparare ad utilizzare il marketing e i social media correttamente, che ormai sono indispensabili per poter divulgare i nostri servizi.  

 

Assolutamente, come in tutte le attività di business online, anche i traduttori hanno bisogno di sapersi farsi conoscere in rete, e in questo senso i social media rappresentano uno strumento prezioso. 

 

Ringraziamo tantissimo Elisabeth per quest’interessante chiaccherata! Speriamo di aver ispirato e fatto riflettere i traduttori che ci seguono, e non solo.

 

 


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