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Come avvicinarsi alla poesia - Vida Simples

 


ANDRÉ GRAVATÁ

Esiste una poesia quotidiana. La maggior parte delle volte non ce ne rendiamo conto, ma si trova vicino a noi, ogni giorno. Dobbiamo semplicemente imparare a riconoscerla. 


Il cielo dell’entroterra di Paripiranga, a Bahia, è un palco senza sipario. La prima volta in cui partecipai a quello spettacolo, il mio corpo si coprì di perplessità. I miei genitori avevano vissuto l’intera infanzia in quel luogo, per cui conservavano quel paesaggio stampato nei loro occhi. Dentro di me, il cielo pieno di stelle risvegliava una poesia che andava oltre le parole. 

Nella memoria si ripeteva una domanda immaginata dal poeta nordamericano Ralph Waldo Emerson: “E se le stelle apparissero solo una volta ogni mille anni?”. Forse le persone non dormivano neanche, nella notte della rivelazione delle luci. Ma appena le stelle diventarono un’apparizione comune, la meraviglia iniziò ad appassire, ricoperta di uno strato di indifferenza e percezione abituale. 

Lì a Paripiranga, al lato di mia nonna, dalla pelle segnata dal sole e il lavoro duro, vicino ai secchi d’acqua pronti per lavare i piatti, circondato dal suono dei grilli, a volte rane, ogni stella si presentava con un’intensità ancestrale. Proprio come mia nonna: un firmamento intero in piedi, oltre 80 anni sul pianeta.  Ed ora, a San Paolo, dove il cielo è meno nitido, a causa dell’inquinamento, dell’eccesso d’illuminazione, e della fretta, mi chiedo: oltre alle stelle, cosa appare tutti i giorni, che io spesso non percepisco, a causa della polvere accumulata sui miei sensi? Qual è la relazione tra quotidiano e poesia? 

L’incendio di un fiammifero 

poesia cotidiana na foto de um palito de fósforo solitário


Una fila di formiche attraversò il nostro cammino, il mio e della mia compagna Serena Labate. La cosa straordinaria della moltitudine banale ci fece fermare, osservare, imparare e fotografare. Fu quell’incontro a dare origine a un post sui social media, condiviso con un’immagine di quelle piccole formiche accompagnata dal seguente testo: “Edizione straordinaria! Notizia del giornale delle minuziosità: formiche vengono avvistate caricando pezzetti d’albero”.

La parola “minuziosità”, il cui sapore scoprii nell’opera del poeta Manoel de Barros, si presentò con un altro significato quel giorno. Come risultato, mesi dopo, il “giornale delle minuziosità” diventò una pubblicazione stampata, con periodicità trimestrale, un progetto grafico di Serena con testi e fotografie mie e di altri collaboratori. Quel giornale non è solo un pretesto per avvicinare poesia e vita, poesia e politica, poesia e terra, poesia e pericolo di ignorare ciò che abbiamo di fronte. Così come serve per condividere versi come: “Un fiammifero custodisce fuoco sufficiente per incendiare una casa intera”. Più che un giornale, è un mezzo di comunicazione, è una pratica della poesia come avviso che ci spinge nel presente.  

Nonostante la poesia sia profondamente legata alla parola poema, la stessa non si limita ad un poema scritto. La poesia dovrebbe interessarci come un modo di abitare la nostra realtà con più lucidità, presenza e affetto. La poetessa Maria Vilani, di Grajaú, San Paolo, sa che nella parola poesia si trovano innumerevoli significati, e per questo dichiara: “Voglio lasciare un versetto ad ogni persona che incroci il mio cammino”.

Ogni persona è una poesia

Così, Maria Vilani crea versi scritti, ma anche molti altri che sono gesti, attraverso azioni che celebrano la poesia ad un livello collettivo. È una delle fondatrici del Centro d’Arte e Promozione Sociale (CAPS) di Grajaú, organizzazione creata nel 1990 che promuove cicli di conversazioni, attività come la Parata Poetica, che amplifica le voci e i ritmi nelle strade, e l’atelier della scrittura, per rinforzare l’attenzione con ogni singola parola.

“La poesia è una forza che si trova dentro di noi, il nostro essere spirituale è poesia. Ogni persona è un poema, e ciò è infinitamente grande, incommensurabile", disse un giorno con l’intensità di chi generosamente accoglie le persone nei vari incontri da lei organizzati, e che in quel caso includeva il marito Cleon Monteiro.

Seminando poesia quotidiana

Oltre a tutto questo, gli ultimi testi creati dai frequentatori dell’atelier di scrittura, sono stati pubblicati nei libri “Filosofia scritta all’estremo” e “Scritti all’Estremo”, a cura della casa editrice Capsianos, e rappresentano esempi espliciti di come la scrittura sia un invito a prestare attenzione ai propri ricordi, immaginazioni, esperienze, e avere fiducia nella forza della parola viva. La poetessa cilena Gabriela Mistral scrive: “[la parola viva] è quella in cui si sente il calore del sangue e allo stesso tempo la freschezza della rugiada sull’erba”.

La poetessa Vilani ci racconta che, nell’epoca in cui lavorava come professoressa di una scuola pubblica, apriva ogni lezione con una poesia o un racconto breve. Molti alunni si appassionavano alla poesia grazie a questo piccolo gesto.

Il poeta e la città

“Ho una relazione di grande familiarità con la strada, mi piace molto perdermi nella città”, racconta il poeta Ricardo Aleixo, una persona che assorbe tutto ciò che ha intorno. Considera, così, che la strada sia il luogo d’incontro, dove non abbiamo bisogno di cercare nulla, poiché un qualcosa succederà sempre. 

Aleixo è un poeta specialmente attento ai suoni. Quando aveva 18 anni,  fu gravemente colpito all’occhio destro, e dopo molte operazioni chirurgiche, perse quasi totalmente la vista. Avendo già una forte miopia al lato sinistro, si dedicò a scoprire come reagire a questa situazione. Decise dunque di affrontarla come qualcosa di positivo, che l’avrebbe portato a esplorare il massimo dell’ascolto. “Conosco la città come le mie tasche”, scrive in una delle sue poesie, parole che rimandano a quell’udito affinato con cui tasta il terreno. 

Nella notte più lunga 

poesia cotidiana na foto de uma noite estrelada

Uno delle poesie di Aleixo che più mi segnò si chiama “Nella notte più lunga del quartiere Cabula”. Poesia che nacque da una tragedia che lo indignò profondamente: nel 2015, lo strage di 12 giovani,  assassinati in un’azione della Polizia Militare nel quartiere di Cabula, a Bahia. Con questo poema, Aleixo denuncia lo sterminio della gioventù nera e conferma che la poesia è anche il terreno per espressare il terribile. “Sono morto quante volte / nella notte più lunga?” si domanda l’autore.

Quando la mia amica Angelica parla sugli incontri che all’improvviso colgono la nostra attenzione, ricordo di un giorno in cui camminavamo, io e lei e il mio amico Gabriel, mentre la guardavamo raccogliere i fiori caduti per strada. Quei fiori arrivarono a casa sua, in un vaso bicchiere d’acqua, per ricordarci che l’incontri insignificanti non sono insignificanti. E cosa sono le poesie se non un modo di unire parole vive, così come Angelica raccoglie  ciò che è fuggito silenziosamente dagli alberi? 

Qui e ora 

Con tante parole in questo testo, la mia insistenza è che nella poesia rientrano poeti e non poeti. Sentirla più vicina, più nostra, è come condividere del cibo che ha un gusto sempre diverso, che ci istiga a riconoscere il gusto del tempo. Quando recentemente consegnai una poesia per una direttrice di scuola e lei rispose estraniata, giustificando che la poesia è solo per “anime elevate”, giocai con questo tema in un altro testo. La poesia è per anime elevate, certamente. Anime elevate sono quelle che danzano, che si lasciano trasportare dagli incontri. Provate a leggere una poesia per qualcuno, sul momento, senza pianificare troppo. Sono azioni come queste che ci portano ad altre dimensioni, della poesia e di noi stessi. 

La poesia, può, così, trasformarsi in un appuntamento quotidiano per avvicinarci, come un fuoco che ci riunisce intorno a lui. Che sia in forma di indignazione, di suono, di formica, sia come atelier di scrittura. Diventate quella poesia che vibra nel cielo di Paripiranga o proprio lì, dove vi trovate, qui e ora.



André Gravatá è scrittore, lavora nell’area dell’educazione e continua a scrivere poesie nel suo “giornale delle minuziosità”. Per saperne di più: sorverversos.com

Testo tradotto e pubblicato sotto licenza della rivista brasiliana Vida Simples (@vidasimples). Tutti i diritti sono riservati. 

Testo originale: https://vidasimples.co/ser/como-se-aproximar-da-poesia-cotidiana/



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