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Nelle nostre radici ci ritroviamo - Vida Simples



Di TIAGO BELOTTE

Hai mai guardato a lungo una foresta? Alberi ed alberi si estendono su un grande pezzo di terra come un’enorme macchia, in forme uguali. Ma non ingannarti, non lo sono. Guardando ognuno di loro, molto attentamente, è possibile osservare: sono diversi. Cortecce più fini, più spesse, alcune lisce, altre più rugose. Tronchi enormi che non entrano in un abbraccio, steli fini che possono essere stretti in una mano. Foglie più lunghe, più corte, di un verde più scuro o di un verde così chiaro da far pensare alla speranza.

Parlando di speranza, la mia non muore. Siamo come questi alberi, in forme diverse, in sostanza tanto uguali. La ricerca di un posto al sole, per garantire la sopravvivenza. La necessità di combattere la resistenza del suolo, ancora semi. La fragilità dei primi anni, che nella pioggia più forte o un calpestio distratto, possono significare l’inizio e la fine. La capacità di trasformarsi, di offrire fiori, frutti, e moltiplicarsi. 

Da lontano, sembriamo tutti la stessa cosa. Da vicino, ci percepiamo diversi. Ognuno unico, con le sue caratteristiche e le sue scelte. Bianchi, neri, indigeni, asiatici, europei, nordamericani, gay, eterossessuali, trans, donne, uomini o di un terzo genere. E il punto finale non chiude la lista. Pur non riconoscendo alcune condizioni e caratteristiche delle altre persone, non possiamo fingere che queste non facciano parte della grande foresta umana, meritando riconoscimento e rispetto. 



Ciò che tutti cerchiamo, così come gli alberi, è un posto al sole. E attenzione, stiamo parlando di un astro capace di illuminare tutta la Terra. Perché allora insistiamo a voler far ombra nella vita degli altri? Perché non percepiamo che cosa ci rende ciò che siamo, non è solo la nostra individualità, sono gli altri. Gli alberi sono, perché la foresta è. Non esiste condizione umana possibile centrata nell’io, senza l’esistenza e l’affermazione del noi. 

Quando un albero cade, non è solo un albero. È una parte della foresta che se ne va e non sarà mai la stessa. Può sembrare qualcosa di isolato, ma non lo è. La foresta sente. Dagli alberi agli uccellini. Dagli insetti alle persone. Tutto è collegato.

Per quanto possiamo allontanarci e stare in posizioni diverse. Per quanto abbiamo i  nostri pensieri, posture, modi di fare, abbiamo le stesse radici. Ed è la nelle radici che ci tocchiamo, ci convolgiamo e sosteniamo. Come gli alberi, da cui abbiamo tanto da imparare.



Tiago Belotte è fondatore e curatore di CoolHow – laboratorio di educazione corporativa che aiuta persone e aziende a connettersi con le nuove abilità della Nuova Economia. È anche professore di ricerca e analisi di tendenze nell’Università PUC Minas e Uni-BH. Il suo Instagram é @tiago_belotte

Testo tradotto e pubblicato sotto licenza della rivista brasiliana Vida Simples (@vidasimples). Tutti i diritti sono riservati. 


Testo originale: https://vidasimples.co/colunistas/nas-nossas-raizes-nos-encontramos/

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