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Incontri - Alan Zeni

 



Sono felice di poter aprire questo ciclo di incontri mensili con Alan Zeni, scrittore (e molto altro) originario di Lodi, autore della serie I baci di Za. Una piacevolissima scoperta, una ricca esperienza poetica e visiva, arricchita da una traduzione in inglese. 


Alan ci racconti un po' come inizia il tuo percorso? Il contesto in cui sei cresciuto ha contribuito al tuo avvicinamento al mondo dell'arte?

Inizia dentro di me e lì ci resta per tanto, troppo tempo. Che volessi esprimermi, sperimentare, creare qualcosa, mi era chiaro fin dall’infanzia. Da lì a trovare il coraggio e la motivazione per farlo...ci sono voluti 26 anni. Sono cresciuto a pochi chilometri da Milano, in una città architettonicamente bellissima, con una storia interessante, insomma con qualcosa di concreto legato alla bellezza e all’arte. Però una città che non sa trarre né piacere né profitto da tutta questa ricchezza. È una città quella di Lodi che ha sempre guardato alla fame della panza più che alla fame di cultura, senza comprendere che, se ben gestite, una cosa potrebbe risolvere l’altra. Questo il contesto ma poi la colpa, se di colpe vogliamo parlare, è di chi come me, non sa spostarsi dalla zona di comfort in cui resta immobile, preferendo i binari ad una strada che non dà certezze.
Io per trovare il coraggio di fare quello che da sempre avrei voluto, ho dovuto mollare tutto dalla sera alla mattina, partire da solo senza idea di quando sarei tornato. Quando non hai più nessuno intorno da rendere felice ti preoccupi della tua felicità e... magia. Ho cominciato quindi a 26 anni isolandomi. Non era necessario partire, ma di certo mi ha aiutato in tanti modi.
Il passo successivo poi è stato proporre il mio lavoro, però guardandomi bene dal fare un referendum tra conoscenti, amici o parenti. A Milano ci sono critici d’arte, gallerie o comunque spazi culturali che con cento bocciature o una promozione hanno le risposte che cerchi.




E sembra che a quel punto si sia aperto un mondo: giornalismo, fotografia, pittura, teatro e scrittura. Pensando a Tarantino, la cui peculiarità è scrivere sceneggiature ispirate dalla sua musica preferita, mi incuriosisce molto sapere come queste esperienze hanno influenzato la stesura de I Baci di Za. Come interagiscono l'una con l'altra? In questo caso sono nati prima i testi, o sono stati i tuoi disegni a suggerire le parole?

Siamo fatti ed esprimiamo quello con cui siamo venuti in contatto e che ci ha attraversato. Tutte le esperienze che ho vissuto e che vivo ogni giorno fanno suonare come campanelli i modi che sento di poter mettere in campo per esprimermi. Quando portano ad una idea che mi gasa cerco di svilupparla. Ovviamente la cosa che padroneggio maggiormente sono le parole e questo genere di illustrazione primitiva che prova a riprodurre il suono dei miei campanelli con pochi tratti sulla carta. Quindi quando vivo una situazione emotiva che voglio raccontare perché appartiene a tutti, ma a volte è difficile da esprimere, prendo la penna e scrivo e poi disegno, oppure prima disegno e poi scrivo. Per le fotografie è differente. È un percorso alla scoperta di chi ho davanti, eliminando poi dalle foto l’ovvietà che si mostra e mantenendo del linguaggio del corpo quello che ci rende più fragili, e interessanti.

Questa necessità di scavare nella superficie mi rimanda al genere surrealista, che personalmente adoro; tra tanti, ricordo che il museo dedicato a Chagall mi aveva particolarmente affascinato. I disegni della serie mi fanno pensare molto alle sue opere, ma anche all'infanzia, che penso sia la tappa più poetica della nostra vita...un richiamo voluto?

No, nessun richiamo voluto. È che sono rimasto là. O mi piacerebbe ancora esserlo più probabilmente.

Durante la lettura ho avuto la sensazione di realizzare un vero e proprio viaggio alla scoperta di vari personaggi, attraverso istantanee della loro vita quotidiana. Il film Paterson di Jim Jarmusch, esalta la magia dei piccoli momenti della settimana tipo di una giovane coppia, il tutto attraverso la poesia. Conosci i suoi lavori? 

Non lo conosco, ma grazie del suggerimento. Lo guarderò.

"Tutta la notte ho dormito con te vicino al mare nell'isola. Eri selvaggia e dolce tra il piacere e il sonno, tra il fuoco e l'acqua". Sono parole di Pablo Neruda, un altro artista a cui mi hanno fatto pensare i tuoi libri. Cosa pensi delle sue opere?

Mi piace Neruda , ma non tutto, e comunque è un poeta che ho approfondito solo nell’ultimo anno. Però lui, come altri di cui si parlava prima, hanno raccontato le vicende che fanno le vita, ed è quello che proviamo a fare tutti quotidianamente, anche il commercialista nel suo privato. Chi per lavoro o vocazione fa l’artista cerca di sviscerare e domandarsi, rispondere per poi contraddirsi sempre su questi temi perché non ha scelta. La vita è mutevole e così i nostri pensieri e sentimenti. È tutto così semplice da capire ma complicato da vivere e a volte da accettare. Come in un grande imbuto tutti arriviamo ai piedi di queste montagne magnifiche. Proviamo a scalarle. Cadiamo. Ricominciamo. E alla fine tutti di quello parliamo.




Bellissima descrizione. Non mi dichiaro un'artista, ma mi ci ritrovo parecchio...Ora vorrei chiederti da chi hai tratto la maggiore ispirazione nella tua carriera artistica? Quale libro vorresti aver scritto tu e perché?

Ispirazione dai miei errori direi. La cosa più divertente che ho fatto, se hai degli amici a cui raccontarli. Sul libro proprio non saprei. Me ne piacciono molti ma ne leggo troppo pochi. Io vorrei aver scritto un libro che abbia venduto molto, tipo la Bibbia o il catalogo dell’Ikea. 

Progetti futuri, che non includano una revisione del catalogo Ikea?:-)

Unire a tutto quello che sto facendo la musica e il rapporto diretto con il pubblico.Ci stavo lavorando prima del secondo lockdown. Spero di riuscire in un minitour nel 2021. Intanto per Febbraio dovrebbe arrivare un nuovo libro.

"Non importa quanto duri, un Bacio è il tempo che si trova sempre" . In attesa dunque del nuovo libro, voglio concludere l'intervista con questa bella citazione, che introduce a Pomeriggio, il primo de I baci di ZA.  

Ringrazio moltissimo Alan, e vi invito a visitare il sito internet dove potrete acquistare i suoi lavori: www.alanzeni.com

Non esitate ad immergervi nel suo mondo speciale.



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