Skip to main content

Questa sarà la nostra casa! - Vida Simples


Di CLÔ AZEVEDO

Il 2020 è un anno che lascerà il segno dentro di ognuno di noi. Abbiamo imparato tante cose su noi stessi, sugli altri,  e sul mondo che ci circonda, cose che trasformeranno per sempre le nostre vite. Più che mai, sento che ci stiamo percependo ogni giorno in quanto esseri umani, e connetterci con queste nuove necessità è ormai fondamentale.

Ho sempre creduto che la casa fosse un’estensione di noi stessi, perció in questa fase diventa una protagonista dei nostri sogni,  delle nostre storie e di ciò che vogliamo essere, estraendo una nuova coscienza dello spazio in cui vogliamo abitare. 

È la nostra casa che traduce questo luogo di connessione con le nostre storie di trasformazione. Cambiamenti che agitano costantemente la nostra vita, e che hanno alterato i nostri sentimenti in intuizione, dando il supporto per riconnettersi con l’unico tempo che esiste, il presente.

Così, in questo periodo di tante incertezze, impariamo a capire la necessità di guardarsi dentro, permettendoci di riflettere le nuove versioni di noi stessi sullo spazio in cui viviamo. Ci fondiamo a lui con i nostri sentimenti, istinti e recenti apprendimenti, che richiedono un filtro per creare un nuovo modo di vivere più vicino a ciò che siamo, osservando con maturità le sensazioni del momento per poterle tradurre attraverso i nostri ambienti.  

Se adattiamo le nostre case usando la percezione di ciò che stiamo vivendo oggi, ci sarà una cultura umana genuina basata sulle nostre nuove necessità, capace di mostrarci chi siamo diventati in questo momento così attuale che non è più come prima, è un nuovo luogo. 

Guardare cosa sta accadendo nel mondo, e capire come questo rinnovo può riflettersi dove abitiamo, ci unisce con le nostre storie e con tutto ciò che il momento ci sta richiedendo. Abbiamo aperto uno spazio dentro di noi , stiamo avvistando nuovi orizzonti. La casa non è più il luogo dove tornavamo per riposare a fine giornata, ora serve per molte altre attività che prima erano svolte al di fuori, e che ormai abbiamo introdotto nella nostra realtà domestica quotidiana. 

Oggetti che ereditiamo dalla famiglia, mobili donati da qualche amico, un ricordo comprato in viaggio, anch’essi fanno parte di questo salvataggio, e trasformano la nostra casa in una decorazione che non copia semplicemente una moda, ma si rinnova sulla base del cambiamento suggerito dal presente, portandoci ad un incontro con la forza che siamo e tutto ciò che portiamo dentro di noi. 

Prova a fermarti un po’ e ascoltare la tua essenza. Trovare quel luogo di significato nella tua casa, di fronte al cambiamento che la nostra era ci ha imposto, può ancora essere complicato, ma seguire l’intuizione ci porterà una nuova energia. La necessità di trasformazione è immediata e si riflette nella nostra ricerca collettiva di un cammino che incontri la nostra natura in questo momento così caotico. 

Immagina il mondo di possibilità che esiste in una casa realizzata da noi stessi, che potrà continuare a cambiare seguendo il ritmo della nostra vita. 

Questa sarà la nostra casa!


Clô Azevedo è un architetto che crede che la casa sia un’estensione delle vite che la abitano. Sviluppa progetti di interior design affettivi per connettere le persone con le loro storie, ispirando a reinventare il proprio spazio, e vivere meglio. Il suo sito internet è designafetivo.com.


Testo tradotto e pubblicato sotto licenza della rivista brasiliana Vida Simples (@vidasimples). Tutti i diritti sono riservati. 


Testo originale: https://vidasimples.co/colunistas/essa-vai-ser-a-nossa-casa/


Comments

Popular posts from this blog

Incontri - Elisabeth Lopes

Nuovo anno, nuovi incontri. Questo mese abbiamo il piacere di conoscere Elisabeth Lopes, traduttrice e Localization Manager ad ABA English. Una scuola di inglese 100% online, che ha già raggiunto oltre 30.000 studenti in tutto il mondo. Elisabeth potresti raccontarci un po’ della tua infanzia, che trovo molto peculiare?   Quali sono le tue origini? I miei genitori sono nati a Capo Verde, una vecchia colonia portoghese, e si sono trasferiti in Spagna alla fine degli anni Settanta. Sono cresciuta parlando spagnolo (la mia lingua materna), creolo capoverdiano, portoghese e gallego, poiché vivevamo nel nord, in una zona molto vicina alla Galizia. Nel villaggio i miei amici d’infanzia erano tutti figli di immigrati capoverdiani o portoghesi, e a scuola avevamo anche lezioni di portoghese. In questo contesto, ho sempre sentito di far parte di due culture, aspetto comune dei figli di immigrati.    In tutto questo so che hai anche una particolare passione per la lingua italiana, è corretto?  

Incontri - Alan Zeni

  Sono felice di poter aprire questo ciclo di incontri mensili con Alan Zeni, scrittore (e molto altro) originario di Lodi, autore della serie I baci di Za . Una piacevolissima scoperta , una ricca esperienza poetica e visiva, arricchita da una traduzione in inglese.   Alan ci racconti un po' come inizia il tuo percorso? Il contesto  in cui sei cresciuto ha contribuito al tuo avvicinamento al mondo dell'arte? Inizia dentro di me e lì ci resta per tanto, troppo tempo. Che volessi esprimermi, sperimentare, creare qualcosa, mi era chiaro fin dall’infanzia. Da lì a trovare il coraggio e la motivazione per farlo...ci sono voluti 26 anni. Sono cresciuto a pochi chilometri da Milano, in una città architettonicamente bellissima, con una storia interessante, insomma con qualcosa di concreto legato alla bellezza e all’arte. Però una città che non sa trarre né piacere né profitto da tutta questa ricchezza. È una città quella di Lodi che ha sempre guardato alla fame della panza più che all

Come superare la paura a vendersi come traduttori - Letras Nómadas

  Di MATI ORTIZ Come traduttore, provavo terrore all’idea di vendere i miei servizi.  Sì, la parola è proprio questa, terrore. E perché negarlo, odiavo con tutto me stesso doverlo fare.  Pensavo fosse sbagliato, che fosse sinonimo di pratiche scorrette, fraudolente, ero persino arrivato a pensare che vendersi significasse essere poco sincero e poco trasparente.  Il cammino imprenditoriale mi è servito per cambiare questo concetto.   E nonostante all’inizio sia stata dura, sono poi riuscito a far pace con la vendita. Oggi non mi fa più paura espormi e raccontare al mondo cosa faccio e con chi lo faccio. Ho fiducia nella qualità dei miei servizi di traduzione e copywriting, e nelle mie tariffe.  Ma so che lì fuori ci sono ancora molti traduttori che hanno paura nel promuoversi, mostrarsi, e vendersi, ed è del tutto normale , poiché nessuno ci ha mai insegnato a farlo.   Ogni volta in cui menziono ai traduttori il “vendere i nostri servizi”, noto le stesse espressioni di paura, spavento