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4 modi in cui la lingua influenza la nostra vita - Riflessioni



Parlare più lingue può avere per ciascuno un valore diverso, strettamente legato alla propria esperienza. Nel mio caso, è innanzitutto avere la possibilità di trasformarsi in cinque persone diverse. Esagero forse? Può essere, ma per quanto le lingue che conosco siano prevalentemente latine, ognuna ha sfaccettature, espressioni uniche, parole e suoni che, inconsciamente o no, si riflettono nei miei gesti, nel tono della mia voce. Per una persona introversa come me, diventano la scorciatoia perfetta per poter scappare da un "mondo" all'altro, viaggiare anche solo con la mente, rifugiarsi in altre culture...un vero e proprio incantesimo!

Ma una lingua può andare ancora oltre; è capace d'influenzare la propria visione del mondo, il modo con cui rapportarsi con gli altri e il contesto che ci circonda. Ecco dunque 4 esempi per cui il linguaggio può modificare la nostra realtà quotidiana. 


#1. Bretagna, dove la possessione non esiste


    La lingua bretone è ancora molto importante per questa bellissima regione. Gli abitanti possono risultare un po' freddi all'impatto, ma non ingannatevi: un amico bretone è per la vita. Sono persone molto ospitali, con un forte senso di comunità. Nella serie Les carnets de Julie, che esplora le numerose varietà culinarie francesi, viene sottolineato come questo sentimento di condivisione sia riflesso anche nella loro lingua. Ad esempio, la frase "Ho io le chiavi" diventa in bretone "Le chiavi sono con me". Non è la persona a possedere un oggetto, ma l'oggetto stesso a trovarsi con una persona in un determinato momento, in una condizione non necessariamente permanente. Questo aspetto incentiva il sentimento di condivisione e aiuto reciproco.


#2. America del Nord, tra le tribù native indiane


   Nel libro Tutta un'altra vita di Lucia Giovannini, viene riportato un esempio per cui alcuni ricercatori avevano scoperto con molto stupore che tra questi popoli non esistevano balbuzienti. Il motivo? Semplice: la parola non esisteva nel loro vocabolario. E se una parola non esiste, non esiste neanche il sentimento negativo a lei associato, per cui i casi di balbuzie rimasero sempre molto sporadici. Questo esempio viene riportato nel contesto delle affermazioni positive, che dimostrano come ripetere determinate frasi motivazionali e obiettivi da raggiungere, possa realmente modificare la propria realtà fisica, e renderla migliore.

#3. Australia, con gli aborigeni e i punti cardinali


    Tra gli interessanti aneddoti riportati da Lera Boroditsky, ricercatrice nel campo della scienza cognitiva, nella Ted Talk How language shape the way we think, troviamo quello legato ad una tribù aborigena australiana.  Secondo gli studi da lei stessa effettuati, questa comunità non utilizza le parole "destra" o "sinistra", ma si riferisce allo spazio circostante indicando i punti cardinali (riportando il suo divertente esempio di come questo si rifletterebbe in un nostro giorno qualunque: "sposta la tazza un po' più a nord est"). Questo ha fatto in modo che gli appartenenti alla tribù abbiano sviluppato un perfetto senso dell'orientamento, allenandosi con la lingua da loro utilizzata. Evidentemente, avrei bisogno di un soggiorno da quelle parti, riuscendo a perdermi anche con Google Maps.
 

#4. Brasile, tudo jóia


Non posso non menzionare il mio amato Brasile. È comune in molte regioni domandare al telefono o di persona, per chiedere come stai, "Tudo jóia?", che letteralmente sarebbe "Tutto gioia?". Questa semplice domanda mi ha sempre dato un senso di conforto enorme. È come se non fosse neanche contemplato il poter non essere constantemente invasi dalla felicità, e questo effettivamente rispecchia gran parte del popolo brasiliano, che anche nelle situazioni più complicate sfodera un gran sorriso rispondendo con un "Gioia! E tu?". Un altro particolare, che faceva parecchio divertire i miei colleghi spagnoli, è che per indicare la lettera "a" dell'alfabeto usino immancabilmente la parola "amor". Per cui circa una trentina di volte al giorno, mi sentivano ripetere al telefono, cercando di decifrare i cognomi dei clienti, non la "a for alfa" dell'inglese, ma la "a de amor". La negatività in Brasile, grazie alle loro espressioni, è sempre passeggera.

E voi, quali esempi avete? Scrivetemi o commentate nei miei post Instagram, sarò felice di raccogliere le vostre esperienze!

Email: info@spalermo.com

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